Galmozzi 1951 squadra corsa Azzini Milano

“La disciplina mentale, la volontà di lavorare, oltre al talento, sono proprie di Galmozzi

è il modello più importante, è il passaggio dal cambio ad una leva tipo Campagnolo Paris Roubaix al Campagnolo Gran sport per cui si notano entrambi gli attacchi, i dentini per il primo e l, orecchietta per la secondo

Montata Gran sport primo tipo tranne il cambio posteriore Gran sport extra

Il numero di telaio è riportato anche sul manubrio

Gruppo completo Magistroni con serie sterzo Zenit

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U. Dei Marca Oro 1939

   Bellezza, perfezione, passione. E l’opera diventa immortale.

  Nell’anno in cui i fratelli Lumiére inventavano la cinematografia e Guglielmo Marconi creava il telefono senza fili, un piccolo artigiano con la passione della bicicletta, pignolo all’inverosimile, mai sazio di prove e sperimentazioni, coniava la sua prima serie di biciclette: correva l’anno 1896, il suo nome era Umberto Dei.
   Nasceva così una straordinaria collezione di biciclette unanimemente considerata una meraviglia della nascente industria ciclistica mondiale. La qualità e la perfezione erano tali che subito la fama del marchio Dei si diffuse tra ciclisti e corridori di tutto il mondo: tutti chiedevano di poter correre e vincere in sella ad una Dei.
   Lo stesso Umberto partecipò da protagonista ai campionati del mondo su pista del 1901 (Berlino). Le biciclette da corsa Dei vincevano ovunque e dominarono la scena per quasi mezzo secolo raccogliendo allori e primati nei più importanti velodromi del mondo.

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Gloria corsa anni 30

Casa fondata nel 1932 a Milano da Alfredo Focesi con l’immediato scopo di costruire biciclette da corsa .

nel 1923 Libero Ferrario su bici Gloria vince il Campionato Mondiale per dilettanti. Da quel momento la Gloria diviene un “nome”. Mitici erano i “Garibaldini”, i corridori della squadra Gloria che nelle gare a tappe portavano lo scompiglio per la loro irruenza

tratto dal museo Nicolis …………..collezione privata

Storia di vita quotidiana,

questa mattina sono andato in mezzo ai monti con la mia MTB, in una discesa raggiungo un altro ciclista con il quale scambio due parole, poi assieme risaliamo in mezzo ad un castagneto e un tratto di crinale poi un single-track in discesa, infine dopo una salita siamo arrivati a un bivio; prima di lasciarci, lui si è tolto gli occhiali, mi ha dato la mano, sono Michele da pochi giorni ho 90 anni!

Olympia corsa 1930 mod. giro di Francia

se ne contano pochissime in Italia

LA STORIA DI CICLI OLYMPIA

È il 1893 e a Milano, vicino a porta romana, Carlo Borghi fonda Olympia. All’inizio non solo bici, anche motocicli, poi, è al ciclismo che Borghi dedica passione edenergie. Con le maglie Olympia, bianche con fascia nera, Enrico Mollo, arriva secondo al giro d’Italia (1940) e pietro Chiappini vince una Milano- Torino (1941). 

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