Colnago Freccia 1968

veloce come una freccia …………era il motto

I telaisti erano i cognati Vanni e Boccardi, entrambi avevano lavorato con Galmozzi fino alla fine degli anni 40 , il primo per oltre vent’anni, prima nel vecchio capannone in via Melchiorre Gioia che fu distrutto a causa del bombardamento alla stazione di Milano poi in una piccola officina poco distante.

Telaio del 1968 che fu verniciato probabilmente nel 1970 dopo che Colnago depositò il logo dell’asso di fiori con le decalco della super

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Cinelli supercorsa 1978

Un giro in bicicletta è una fuga dalla tristezza

cit di james Starrs

Ecco il racconto che nel 1997 il mitico Cino Cinelli (proprio quello divenuto famoso per i manubri e le sue biciclette) fece alla Gazzetta dello Sport ricordando il “suo” ciclismo.

Strade bianche: si mangiava polvere e fango. Tubolari piu’ larghi e pesanti mezzo chilo l’uno. Una corona davanti e la tripla dietro. I cerchi erano in legno. La ruota si poteva cambiare solo se era rotta, in caso di foratura bisognava arrangiarsi da soli. Il ciclismo degli anni Trenta, com’e’ facile immaginare, era molto diverso da quello di oggi.

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Galmozzi 1951 squadra corsa Azzini Milano

“La disciplina mentale, la volontà di lavorare, oltre al talento, sono proprie di Galmozzi

è il modello più importante, è il passaggio dal cambio ad una leva tipo Campagnolo Paris Roubaix al Campagnolo Gran sport per cui si notano entrambi gli attacchi, i dentini per il primo e l, orecchietta per la secondo

Montata Gran sport primo tipo tranne il cambio posteriore Gran sport extra

Il numero di telaio è riportato anche sul manubrio

Gruppo completo Magistroni con serie sterzo Zenit

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Bianchi Folgorissima

Bianchi Folgorissima


Bianchi
 Società produttrice di biciclette fondata nel 1885 a Milano  da   Edoardo Bianchi . L’azienda si affermò presto come una delle principali imprese industriali milanesi (le biciclette Bianchi furono utilizzate nelle corse ciclistiche dai maggiori campioni italiani). Nel 1899 la produzione si estese alle automobili, alle motociclette, ai motocarri, agli autocarri e ai motori a combustione interna per uso industriale. Dopo la seconda guerra mondiale la produzione di biciclette rimase affidata alle Officine Metallurgiche Edoardo Bianchi Velo, mentre quella delle automobili e degli autocarri passò alla  Auto Bianchi, costituita nel 1955 in società con la Pirelli e la Fiat (che nel 1958 rilevarono anche la parte della B.)

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cambio Campagnolo “Paris Roubaix” 1949 primo, secondo e terzo modello

Primo tipo,….. ………………..rarissimo

montato su una Bianchi Folgorissima si differenzia dai modelli successivi dalla mancanza del registro e di un pattino diverso

secondo tipo………raro

il secondo modello è uguale al terzo cambia la scritta che è orizzontale

terzo tipo

il terzo modello molto comune …….qui la scritta è verticale.

Usare questo cambio è facile come camminare sull’acqua……………………collezione privata

Somec Air 1983

SOMEC (Società Meccanica) nasce nel 1973 a Consolice in provincia di Ravenna dai soci Oliviero Gallegati, Pierino Scarponi e Giuliano Montanari.
Montanari e Gallegati si conobbero nell’ambiente delle corse giovanili quando dirigevano le squadre ciclistiche dei ragazzi della Baracca Lugo, entrambi lavoravano nel settore meccanico. Aprirono la SOMEC puntando dapprima sul settore della carpenteria meccanica e, solo come seconda attività, la produzione di biciclette, che però divenne già dal 1985 quella di maggior successo con 1300 biciclette sportive.
Le “biciclette speciali SOMEC” nei primi anni erano costruite esclusivamente su misura per i ciclisti della zona, in seguito grazie alla lavorazione artigianale di alto livello offerta dall’azienda e alla partecipazione a fiere internazionali, vennero apprezzate ed acquistate anche all’estero . Il metodo per la costruzione negli anni ’70 era la saldo brasatura con castolin di tubi Columbus.

Nel 1976 l’azienda si è trasferì a 30 km, da Conselice a S. Agata sul Santerno, i telai prodotti dagli anni ’80 ai ’90 erano all’incirca 1.900 annui, per un totale  ad oggi di circa 25.000.  Un telaio SOMEC costava all’incirca dalle 80.000 Lire negli anni ’70 fino a 1.000.000 di Lire nel 1990. La verniciatura fino al 2001 era affidata al grande maestro Martini di Lugo.

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freni Campagnolo record primo tipo senza scritta 1968

la storia dei freni Campagnolo inizia esattamente quattro giorni prima del campionato del mondo su strada a Imola nel 1968, esattamente ci troviamo a Dozza, un borgo medioevale situato sulle colline romagnole ……..

ripercorriamo quel giorno, anzi dalla sera prima .

la banda musicale del maestro Baroncini suona nella piccola piazza ed il clima festoso coinvolge anche Gianni Motta.

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Suzzi corsa 1957

Uno dei più celebri artigiani emiliani.

La sua bottega è attiva dai primi anni ’20 fino alla fine degli anni ’80.

Suzzi aveva la sua bottega a Imola, ma era anche rivenditore a Bologna, in via Fossato 21.

Nel corso degli anni nella sua bottega sono state assemblate diverse biciclette, da corsa e da passeggio.

Il suo logo era uno scudo azzurro in stile cinquecentesco.

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